Dietro le quinte del Teatro Ariston: il racconto di Walter Vacchino sul nuovo progetto bar

Rinnovare uno spazio iconico come il Teatro Ariston significa muoversi in equilibrio tra memoria e innovazione. Il progetto dei nuovi banchi bar, realizzato in collaborazione con ISA, nasce proprio da questa sfida: valorizzare un luogo simbolo senza tradirne l’identità.

Abbiamo raccolto il racconto diretto del proprietario del Teatro Ariston, Walter Vacchino, alternando le sue parole a una narrazione che ripercorre le tappe principali di questa esperienza.

Un incontro che diventa progetto

L’intervento prende forma a partire da un incontro umano prima ancora che professionale. Un dialogo aperto e immediato ha permesso di costruire rapidamente una visione comune.
Walter Vacchino riconosce il valore di questa sintonia e la colloca all’interno di un più ampio contesto di eccellenza italiana: “È un piacere essere con voi perché l’Ariston, come tantissime imprese di carattere familiare, è un esempio di eccellenza italiana. E credo che anche ISA rappresenti questa capacità di nascere in un territorio e conquistare il mondo.”
Un parallelo che evidenzia affinità profonde: radicamento, qualità e capacità di emozionare.

L’importanza dell’ascolto

Uno degli elementi centrali del progetto è stato il dialogo continuo tra cliente e progettisti. Non un semplice scambio tecnico, ma un vero processo di condivisione.
“Credo che una delle cose più importanti in questo mondo sia l’ascolto, perché ti arricchisce delle emozioni di persone che hanno vissuto.”
Vacchino sottolinea come il proprio vissuto sia diventato materia progettuale: “Io trasmetto il mio vissuto a loro, che lo rielaborano e partono da una piattaforma per costruire le linee.” Il risultato è un progetto che nasce dall’equilibrio tra esperienza e interpretazione.

Un cantiere che evolve giorno dopo giorno

Il percorso realizzativo non è stato lineare né definito rigidamente a priori. Si è trattato, invece, di un processo dinamico, costruito direttamente sul campo.
“Abbiamo iniziato con una parola: demolizione.” Da qui, un avvio essenziale: “Siamo partiti senza un progetto definito: c’era una forma funzionale, ma non quella finale.”
Il cantiere si trasforma così in un laboratorio creativo: “Ci siamo messi nell’atrio a guardare il muro grezzo… ed è lì che si è costruito il disegno.”
Le inevitabili difficoltà diventano opportunità: “Le misure non devono mai corrispondere… perché se no è troppo facile.”

Ispirazione teatrale: tende, luce e colore

L’elemento scenografico è il filo conduttore del progetto. Il design dei nuovi banchi bar si ispira direttamente al linguaggio teatrale.
“Si è costruito un disegno partendo dall’idea delle tende, con la tenda aperta rappresentata dallo specchio.”
Inizialmente però mancava un elemento fondamentale: “Era tutto in stile marrone, come il legno… poi è arrivata un’idea: perché non lo facciamo rosso?”. Una scelta evoluta attraverso più tentativi: “Si sono avvicendati vari tipi di rosso, fino ad arrivare a quello finale.”
Il risultato è uno spazio che richiama la scena teatrale e ne amplifica l’atmosfera.

Funzione ed emozione: il ruolo del banco bar

Nel contesto di un teatro, il banco bar assume un valore simbolico oltre che funzionale.
Il banco bar è il primo buongiorno o buonasera che un teatro dà al proprio spettatore.”

All’Ariston questo aspetto è ancora più rilevante: “Il nostro ingresso è piccolo, in formato ligure, ma è visibile dalla strada: è il biglietto da visita.” Un elemento, quindi, che deve coniugare estetica, funzionalità e identità.

Soluzioni su misura e modifiche in corso d’opera

Come ogni progetto complesso, anche questo ha richiesto adattamenti durante la realizzazione.
Abbiamo fatto modifiche per il popcorn, perché il popcorn vuol dire cinema, ma doveva avere una funzione senza essere invadente.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche all’esperienza sensoriale: “Doveva esserci senza disturbare, né nei profumi né nelle forme.

Il valore delle persone

Accanto alla progettazione, un ruolo fondamentale è stato svolto dalle maestranze, ciascuna con la propria esperienza.
“C’era chi aveva una corporatura che rappresentava il peso dell’esperienza… ma anche un ingegno per trovare soluzioni che nel disegno non puoi prevedere.” Un riconoscimento al capitale umano, elemento essenziale per la riuscita del progetto.

Un’esperienza positiva, già proiettata al futuro

Nonostante alcune iniziali perplessità, il risultato finale ha soddisfatto le aspettative.
È stata un’esperienza in crescita… all’inizio avevo delle preoccupazioni sul risultato.
Oggi il bilancio è chiaro: “È andata bene, questa volta è andata bene.” E soprattutto resta il valore umano dell’esperienza: “È stata la fortuna di poter scherzare e lavorare con il sorriso.”
Uno spirito che apre nuove prospettive: “Vedremo che cosa facciamo prossimamente.”

Conclusione

Il progetto dei nuovi bar del Teatro Ariston rappresenta un esempio concreto di come ascolto, collaborazione e flessibilità possano trasformarsi in valore reale.
Non solo un intervento di design, ma un’esperienza condivisa che unisce visione, tecnica e persone. Un risultato che, proprio come il teatro, inizia ancora prima che si alzi il sipario.